Brunico e la Guerra dei Trent’anni (1618-1648)

Rendiconto del borgomastro Bartlme Puel per gli anni 1636 e 1636, frontespizio. Foto: Archivio storico della Città di Brunico.

La serie di guerre raggruppate sotto il termine «Guerra dei Trent’anni» colpì il Tirolo storico solo indirettamente, ma se ne trovano le tracce anche nell’Archivio storico della Città di Brunico. Nei conti dei borgomastri di Brunico relativi al periodo sono elencate le donazioni ai bisognosi che, durante la Guerra dei Trent’anni, hanno dovuto lasciare i loro luoghi di origine a causa di saccheggi degli eserciti, o che sono stati catturati.

I fuggiaschi, che spesso avevano viaggiato per centinaia di chilometri e apparentemente anche attraverso la media Val Pusteria, appartenevano a diversi gruppi sociali. C’erano aristocratici e sacerdoti, a volte persino intere comunità monastiche che erano state espulse e ora dipendevano dalla carità di città e comunità. Insieme a studenti, pellegrini, soldati, invalidi e vagabondi, popolavano le strade, che erano molto animate durante questo periodo travagliato.

Dalla metà degli anni 1630 numerosi soldati (anche feriti), accompagnati dalle loro mogli e dai bambini, spesso partiti dalla Svevia, hanno ricevuto elemosine a Brunico: a Nördlingen era avvenuta, nel settembre 1634, una grande battaglia nella quale gli svedesi protestanti avevano subito una sconfitta devastante. Il numero di soldati vaganti è aumentato negli anni seguenti, nel 1637/38 nelle locande di Brunico sono stati pagati 49 fiorini e 58 kreuzer per i loro pasti. I soldati arrivavano in gruppi composti da 15 a 70 uomini, con donne e bambini, dal sud, dal nord e persino dalla Spagna e dalla Francia. Anche se cercavano un posto dove stare, potevano essere «liquidati» solo con l’elemosina.

Il lungo periodo di guerra era aggravato dal fatto che molte persone dovevano fuggire dai Turchi. Nel 1633/34 ebbe luogo la seconda guerra turca polacca («Guerra ottomana-polacca») ed è possibile che gli eventi associati abbiano portato alcuni sfollati pure nel Tirolo. In aggiunta a questi rifugiati c’era un secondo gruppo di bisognosi, i cosiddetti «Ranzionierte», cioè coloro che non erano in fuga, ma erano in prigionia e venivano liberati dietro pagamento di un riscatto.

Rendiconti dei Borgomastri degli anni ’30 e ’40 del 17° secolo. Foto: Archivio storico della Città di Brunico.

Il flusso di soldati che passavano con mogli e figli e altri sfollati non si fermò, come ci si potrebbe aspettare, con la Pace di Westfalia del 1648, che segnò la fine della Guerra dei Trent’anni. Piuttosto, l’afflusso di bisognosi diminuì solo nel 1655, anche se negli anni successivi si trovano ancora tracce dei soldati impoveriti, a volte fisicamente mutilati, e le loro famiglie, che speravano nella beneficenza della comunità di Brunico.

Brunico nel 17° secolo. Incisione su rame in: Matthäus Merian e Martin Zeiller, “Topographia Provinciarum Austriacarum”, Francoforte 1649-1710. Foto: Archivio storico della Città di Brunico

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